Venti candeline per Spazio Teatro, il 26 gennaio riapre “La casa dei racconti”

2019-01-23 14:24:00 cultura Scritto da: Gabriella Lax

 

qGs3WscY7fPCFMBiWUrqwSDQNW9bOp0hdd0Orv8H

Di Gabriella Lax

Venti candeline per Spazio Teatro. La barca del timoniere Gaetano Tramontana prosegue a solcare mari e tempeste. Nonostante la precarietà con cui la politica (non) attenziona la cultura, nonostante la mancanza di fondi, la grande imbarcazione di “Spazio Teatro” procede nella sua rotta indipendente e si presenta al pubblico con la stagione 2019, nel corso di una informale e simpatica conferenza online.

A rompere il ghiaccio ci pensa la giornalista Katia Colica, a Gaetano Tramontana poi l’onore di raccogliere il filo del “dove eravamo rimasti…”. Nella grande barca di Spazio Teatro, in questi quasi quattro lustri si sono susseguiti registi, interpreti ed autori che sarebbe stato difficile riportare. Nella stagione in fieri ci sarà una piccola fetta di quel che è passato in questi anni, con pièce che poco hanno circolato in Calabria, insieme a tante novità che incontreremo in scena.

«Torna “La casa dei racconti” – afferma Tramontana – poiché siamo stati esortati a riprendere la tradizioni: a novembre compiremo 20 anni, proseguiamo sul solco tracciato, con qualche ritocco alla storica sede (nds, in via San Paolo)». “Preparàti al meglio” o, se preferite, “Prepàrati al meglio” comincia il 26 gennaio prossimo. Come specifica Katia Colica, per ogni spettacolo si parte il sabato alle 21 e si va in replica la domenica alle 18.

«Ritorni di fiamma per alcuni amici che si sono alternati in questi 20 anni, a far parte – spiega Tramontana – di una rassegna che è nata, e resta, indipendente».

Il 26 e 27 gennaio BLUES, il più recente spettacolo di Tino Caspanetto, drammaturgo siciliano tra i più rappresentati all’estero, già in scena a Reggio con “Mari” al teatro Siracusa e “Malastrada”.  Senza svelare sorprese agli spettatori anticipiamo che la trama ha come protagonista un osservatore dei treni e del magnifico, e sempre diverso, mondo che gira attorno a chi parte e chi arriva.

Il 9 e 10 febbraio con TANOS tornano Stefano Angelucci e Rossella Gesini, una produzione del teatro stabile D’Abruzzo e del teatro del Sangro, storie degli abruzzesi emigrati in Argentina nel 1950, narrate con riflessione profonda condita di ironia e comicità, confluiscono in scena grazie agli studi fatti dagli attori sul teatro dell’arte e sul teatro di figura.

Il 23 e 24 febbraio sarà la volta di EDIPUS di Giovanni Testori, con Silvio Barbiero. Uno spettacolo coraggioso, evidenzia Tramontana, che porta in scena un classico del teatro contemporaneo, con un’esplorazione linguistica molto forte  e tipica della “Trilogia degli Scarrozzanti” (nds, che comprende L’Ambleto, Macbetto di Testori). Esplorazione che Barbiero porta avanti egregiamente, dando la possibilità al teatro contemporaneo di creare una lingua nuova, un linguaggio fatto di svariate influenze.

Il 9 e 10 marzo arriva GIOBBE di Joseph Roth, con Roberto Anglisani, già ospite del Castello Aragonese lo scorso anno, con la sua versione del Libro della jungla «solo apparentemente per ragazzi, con la sua grande carica espressiva, Anglisani ha festeggiato 40 anni di carriera». Un racconto di trent’anni di vita della famiglia di Mendel Singer, di sua moglie Deborah e dei suoi quattro figli che, dalla fine dell’Ottocento, attraversa anche la storia del primo Novecento.

Gioca in casa Tramontana, il 30 e 31 marzo con LA VERA STORIA, una produzione Spazio Teatro, il pifferaio Hamlin adattata a storia per ragazzi, adesso, torna al passato, per come rea stata concepita. «Abbiamo voluto recuperare l’idea e linguaggio originale – afferma Tramonata – con le domande rivolte agli abitanti di una città in difficoltà, invasa dai topi. Tanti gli interrogativi: chi sono i topi di oggi e quelli di domani? Forse gli artisti hanno qualcosa da dire a questo proposito…».

Il 6 e 7 aprile chiude “La casa dei racconti”  UNA SPINA NELLA CARNE, una produzione del Teatro di Anghiari, vincitrice al ‘Festival Storie interdette’,di e con Francesca Ritrovato, musiche dal vivo di Fabio Macagnino. La giovane interprete (originaria di Girifalco) era passata da Spazio Teatro per poi studiare a Roma e a Parigi e tornare ad occuparsi di un tema a lei caro, la storia di tre donne rinchiuse nel secondo grande ospedale psichiatrico del Meridione dopo quello di Napoli, quello di Girifalco. Una storia riscritta basandosi su documenti degli archivi che parla di tempi nei quali per essere rinchiuse non necessariamente bisognava essere folli, bastava essere adultere o non seguire i dettami della famiglia o del senso comune. «Un lavoro di riscrittura e rielaborazione dell’attrice, accompagnata da un artista originale del panorama calabrese che ha curato le musiche dal vivo dello spettacolo, Fabio Macagnino».

Ogni pièce si chiuderà col tradizionale momento di incontro e di ascolto con gli interpreti sul palco, attenzionati dagli spettatori che non rimangono muti fruitori passivi ma possono interagire con le emozioni ed i sentimenti e le curiosità direttamente con gli attori ed i protagonisti.

L’ingresso per ogni spettacolo è di 12 euro, l’abbonamento costa 60 euro e il coupon per gli under 18, pubblico a cui Spazio Teatro tiene in particolar modo, costa appena 35 euro.