Tour della Uilpa negli uffici giudiziari del cedir tra scarsa igiene e problematiche di sicurezza

2018-04-04 19:22:00 sindacato

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Oltre alla carenza di personale amministrativo, già più volte denunciata da questa Organizzazione Sindacale e per la quale si è chiesta una nuova rimodulazione organizzativa, per l’equa ripartizione dei flussi di lavoro, al fine di sopperire alle carenze di organico derivanti dai tourn over, dalle mutate esigenze organizzative del lavoro giudiziario, dall’incremento del lavoro, oltre che dall’ingresso di nuovi Magistrati, cui purtroppo non corrisponde l’aumento del personale di cancelleria, la UILPA è sempre vicina ai lavoratori che, integerrimi, affrontano quotidianamente carichi di lavoro estenuanti e udienze che si protraggono oltre il normale orario di lavoro. Reiterando in tutte le sedi le richieste riguardanti il rispetto delle norme contrattuali, La UILPA ritiene che tutto ciò non sia più accettabile, poiché non deriva da una momentanea situazione emergenziale ma, bensì, da una costante violazione dei diritti dei lavoratori. 

Ad aumentare i disagi dei dipendenti della Giustizia in servizio presso gli uffici del CEDIR, entrano in gioco anche le criticità in materia di scarsa igiene, salubrità e sicurezza sui luoghi di lavoro, in netto contrasto con il D.lgs n.81/2008, testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, secondo il quale “il DATORE DI LAVORO deve attuare tutte le misure di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”. Questo è l’allarme che lancia Patrizia Foti, Segretario Generale Territoriale UILPA di Reggio Calabria, anche attraverso le numerose richieste inoltrate agli Organi preposti al fine di sollecitare gli interventi necessari a risolvere le oramai annose criticità in materia di igiene e sicurezza, con le quali, giornalmente, i lavoratori della Giustizia, sono costretti a fare i conti. Non ultima quella dello scorso 28 Marzo, con la quale il coordinatore UILPA Giustizia Paolo Neri, ha nuovamente sollecitato il Presidente del Tribunale ed il Presidente della CORTE Di Appello di Reggio Calabria, affinché provvedano ad attuare tutte le strategie necessarie ad eliminare le gravi situazioni esistenti.

Non è più accettabile – prosegue Foti - che negli uffici di una Procura e di un Tribunale Distrettuale come quelli di Reggio Calabria debbano persistere gravi criticità infrastrutturali, scarsità di igiene derivante, dall’inadeguato rapporto tra tempo ed aree da coprire per il servizio di pulizie ed aggravato dal quotidiano sversamento di liquami fognari. Tale insostenibile situazione, oltre al pregiudizio, crea forte nocumento ai lavoratori, costretti ad utilizzare servizi igienici comuni, trasformati in vere e proprie latrine. Anche il mancato rispetto delle norme di prevenzione e sicurezza, a causa della riduzione delle vie di fuga, ostruite dalla presenza di numerosi faldoni depositati lungo i corridoi, accresce maggiormente, tra i dipendenti ed i fruitori della struttura, la consapevolezza che tale luogo di lavoro non sia adeguatamente protetto. Alle carenze strutturali esistenti, si aggiungono anche gli inadeguati interventi di riparazione agli infissi che, non essendo più ripristinabili, vengono letteralmente sigillati e bloccati, impedendone, di fatto, la loro apertura. Ciò comporta, vista anche l’inefficienza dell’impianto di areazione, l’impossibilità di arieggiare e rinfrescare i locali, così come più segnalato dai dipendenti de quo.

Alle azioni di tutela messe in campo da questa organizzazione sindacale, anche con lo stato di agitazione dei dipendenti, ripreso lo scorso 12 Ottobre, a causa del mancato rispetto degli impegni precedentemente presi durante la seduta di raffreddamento, seguiranno ulteriori azioni di tutela dei lavoratori, al fine di garantire il giusto rispetto dei loro diritti ed eliminare tutti quegli elementi che concorrono, giornalmente, a determinare ed aumentare lo stress da lavoro correlato.