Si è concluso con successo il Corso di Editoria Digitale di Calabria Formazione

2017-03-13 20:37:00 cultura


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Il ciclo di otto incontri programmati all’interno del Corso di Editoria Digitale organizzato dall’associazione Calabria Formazione onlus, con la collaborazione della Biblioteca Comunale, il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria e la sponsorizzazione di Creative 3.0, si è concluso lo scorso giovedì 9 marzo con il seminario dal titolo “Giornali Digitali” tenuto dal dott. Claudio Cordova, giornalista e direttore responsabile del quotidiano online Il Dispaccio.

Dopo aver esaminato nell’ordine i fondamenti dell’Editoria Digitale e dei linguaggi di composizione tipografica, gli aspetti legali, economici e sociali dell’editoria elettronica, i software di impaginazione, le procedure pratiche di creazione di un e-book ed i punti di vista degli editori cartacei e dei tipografi, in quest’ultimo conclusivo incontro, il dott. Cordova, con un eloquio coinvolgente e colloquiale, ha brillantemente descritto gli approcci, le metodologie e le potenzialità dell’informazione online e più in generale delle nuove forme di comunicazione che ritiene siano ormai decisamente superiori al giornalismo tradizionale della carta stampata in quanto molto più efficaci, immediate, dirette e adeguate ai tempi. “Non è più pensabile” – ha detto – “credere che qualcosa accada stamattina alle 8 ed io debba aspettare di leggerlo la mattina successiva su un quotidiano cartaceo”.

 Secondo Cordova, la crisi della carta stampata non è causata, come comunemente si pensa dall’avvento di internet, ma piuttosto dal fatto che i giornali tradizionali, da tempo, hanno abdicato al loro ruolo naturale di fornire informazione, cosicché possono sperare di sopravvivere solo se si riformano, rinunciando al settore delle news per il quale sono funzionalmente inadeguati rispetto ai più moderni mezzi di comunicazione, concentrandosi invece sui campi delle inchieste e dei reportage. Una trasformazione che, però, non deve destare preoccupazioni e timori perché riguarderà solo alcune delle professioni coinvolte e non certo l’essenza del giornalismo. Si pensi, ad esempio – ha aggiunto Cordova –, che quando nel 1455 Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili non scomparve certo la scrittura ma semplicemente la figura degli amanuensi.

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