Scilla jazz festival, sold out per l'Orpheus duo. Inaugurata la mostra internazionale "Viaggi"

2019-08-11 12:51:00 cultura

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Vibrazioni e immagini, la musica e l’arte come leve del cambiamento culturale già in atto. È questo il filo rosso che lega le due forme culturali che hanno aperto “Scilla jazz festival 2019” ieri sera. Alle 21 l’inaugurazione di “Viaggi. Mostra internazionale tra mito, natura, bellezza” e, alle 22.30, il concerto dell’Orpheus duo. Un avvio scoppiettante per una serata che ha fatto registrare il sold out al Castello Ruffo, location della mostra e degli eventi del festival, uno dei “luoghi del cuore” Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano): splendido affaccio sul mare e luogo di contatto, di passaggio e di partenza verso terre più o meno lontane del Mediterraneo.

Nella mostra il “viaggio” è inteso come finestra sull’anima e occhi sul mondo.


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In occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale indetto dalla Comunità Europea e della nuova edizione di Scilla Jazz Festival, organizzata dal comune di Scilla, dall’Associazione BeArt e da Francesco Barillà, si rinnova la sinergia con l’Associazione Galleria Folco, il Museo MIIT di Torino e dalla rivista Italia Arte, diretti dallo storico dell’arte Guido Folco. «La speranza del festival – ha evidenziato il direttore artistico Barillà emozionato all’apertura degli eventi – è fare sì che la cultura e l’arte possano smuovere le coscienze per un cambiamento culturale, innescare questo meccanismo virtuoso per far rinnamorare i cittadini di questo luogo, di questa terra cercando anche di trattarla nel migliore dei modi».


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Sulla mostra in particolare, «Il tema di quest’anno è il “viaggio” – ha spiegato  il curatore Folco -  abbiamo scelto questo “topus” letterario e artistico molto usato fin dall'antichità per raccontare la storia del territorio e dell'uomo soprattutto, in quanto il viaggio è inteso non solo come strumento di conoscenza, di reciprocità, di amore fraterno fra popoli, ma soprattutto a livello metaforico, come viaggio all’interno dell'anima dell'uomo e anche viaggio interno dell'arte. Per questo abbiamo voluto presentare una serie di dipinti, realizzati con varie tecniche, vari materiali e alcune sculture, oltre naturalmente alla fotografia, per dare questo senso di percorso nella tecnica, nel mestiere che ogni artista deve possedere per poter trasmettere l’emozione».


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La mostra è composta da cinquanta opere di artisti provenienti da Italia, Svizzera, Polonia, Spagna, Argentina, Russia, Olanda, Brasile. Tra le tecniche utilizzate, oltre alla pittura tradizionale ad olio, pastello, matita, acquerello, tecniche miste, assemblaggi polimaterici, installazioni, sculture.  Gli artisti si sono confrontati con appassionanti espressioni del contemporaneo, declinando lavori secondo ispirazioni astrattiste e informali, oppure interpretando la realtà del paesaggio e del ritratto.


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Emozioni e pelle d’oca invece per l’esibizione dell’Orpheus Duo, la formazione con la chitarra di Giovanni Cernicchiaro e Francesca Iorio, mezzo soprano si esibisce con eleganza d’altri tempi all’interno di una stanza del castello prospicente al cortile: il risultato è una cassa di risonanza perfetta che mette in risalto la voce della cantante. Il nome “Orpheus duo” nasce, raccontano «dall’amore sconfinato per il mondo classico e per il mito di Orfeo e per i riti orfici, dal fatto musica può cambiare, attraverso la vibrazione, lo spirito o l’animo». Ineluttabile l’impronta classica: già dalla prima nota gli spettatori sono catapultati in atmosfere in diretta dal passato, tra il Settecento e l’Ottocento: stanze di specchi, nasi incipriati in fumosi salotti francesi.  Cernicchiaro lo aveva specificato in presentazione: «La musica che ascolterete stasera difficilmente l’avrete già sentita». E il concerto si apre con due ariette una “Grand air Italien” di Ferdinando Carulli, per proseguire con due lieder e due ariette di Mauro Giuliani e chiudere con quattro lieder Carl Maria Von Weber. Musicalità insolite che riportano a sonorità inconsuete e piacevolissime. La seconda parte del repertorio ha un taglio più “moderno” con “Historia de un amor” e  Summertime di George Gershwin, “Amapola” di José Maria Lacalle Garcia, per poi passare al repertorio napoletano  “I te vurria vasá” di Eduardo di Capua, “Reginella” di Libero Bovio e Gaetano Lama,  magnifica e indimenticabile l’interpretazione di “Malafemmena” di Antonio de Curtis. Chiusura in leggerezza con “Smile” di Nicola Piovani. Una performance che valorizza, nei brani, i virtuosismi classici della chitarra e la voce della Iorio, che passa dal francese al tedesco, fino all’interpretazione in inglese e in napoletano, restando magnetica e incantevole.  Applausi e altro gradimento per un duo affiatato, nella musica come nella vita. «Ci siamo conosciuti a Roma al conservatorio Santa Cecilia e ci siamo messi insieme  nel 1996 – confessa il chitarrista – il mio maestro aveva un duo e ha viaggiato nel mondo portando questo repertorio che ci ha trasmesso, insieme al modus operandi».

Il festival prosegue stasera con un ricchissimo cartellone che si apre alle 19 con il concerto delle “Corde libere”, alla piazzetta dello Spirito Santo, per poi proseguire con un dibattito al Castello Ruffo alle 21 su “San Gottardo Meda Montegani Social Street Milano: dal Digitale al Reale al Virtuoso; socialità, condivisione e gratuità per il bene comune”. Con il fondatore Fabio Calarco, Dominella Quagliata, ideatrice di Virtuosa Reggio e Vivian Celestino, dell’esperienza di #OccupyLudotek a Palermo. Modera la giornalista Gabriella Lax. Conclusione in bellezza alle 22.30 con l’atteso concerto di “Alessandro La Corte Trio” feat Antonio Onorato.

Artisti in mostra: Izabel Alcolea, Simona Sottilaro, Francesco Barillà, Daniel Barroso, Carlo Bellomonte, Federica Bertino, Luciano Bonetti, Milena Buti, Anna Canale, Marinella Carubelli, Liliana Cavigioli, Naty Lorella Chiapparini, Renata Cuomo, Curci, Enza De Paolis, Giovanni Di Ceglie, Carlo Di Giacomo, Cor Fafiani, Fonachi, Giuliana Maddalena Fusari, Maria Pia Giacomini, Luca Givan, Fabiana Macaluso, Irina Inozemtseva-Lopes, Gabriella Martino, OManuella Muerner-Marioni, Laurita Mazapàn, Nuuco, Carmela Oggianu ‘Caroggi’, Barbara Pecorari, Marenza Pinto, Mirella Pinto, Witold Podgorski, Maria Elena Ritorto, Elena Rizzardi, Adriano Sambri, Antonio Saporito, Artur Skorupski, Eleonora Tranfo, Griscia Tufano.

Orari per le visite da martedì a sabato dalle 10.30-12.30 e 15.30 alle 19.00

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