Scattano i sigilli per il gazebo di Pellaro. Chizzoniti: «Individuare le responsabilità»

2019-01-14 20:59:00 cronaca

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Si complica la vicenda del gazebo abusivo sin dal 30/09/2018, installato a Pellaro, al quale, appena qualche ora dopo l’avvenuta presentazione dell’esposto che riguarda detto sconcertante episodio, i Carabinieri della Stazione di Pellaro, comandati dal Luogotenente Dott. Salvatore Piazza, immediatamente intervenuti, non hanno esitato ad apporre i sigilli, procedendo al sequestro preventivo della struttura nei limiti della rigorosa previsione codicistica di riferimento. Lo riferiscono gli Avv.ti Aurelio e Steve Chizzoniti, sottolineando il già ben noto corretto modus operandi dell’Arma dei Carabinieri, evidenziano che gli stessi non solo sono intervenuti celermente, ma, altrettanto rapidamente, hanno diligentemente e proficuamente agito. Al contrario della Polizia Urbana reggina che, invece ha omesso qualsivoglia provvedimento, pur essendo intervenuta, per ben due volte, una prima in data 30/11/2018, dopo ben sessanta giorni dalla scadenza della pregressa autorizzazione ad occupare suolo pubblico, e quindi il 07/01/2019, astenendosi sempre e comunque dall’assumere la benché minima, ancorché doverosa, iniziativa sanzionatoria. Gli Avv.ti Chizzoniti, sulla scorta del sequestro operato dai Carabinieri di Pellaro, hanno presentato un esposto integrativo al Procuratore Capo della Repubblica ed alla Stazione dei Carabinieri di Pellaro, volto, fra l’altro, sul versante istruttorio, anche, alla identificazione dei Vigili Urbani che pur intervenuti almeno due volte, comunque tardivamente, in Via Giorgio Azzarà, hanno assunto un modus operandi, a dir poco sconvolgente, elastico e fiabesco. Analoga richiesta istruttoria è stata articolata per l’identificazione di tutti i dirigenti in servizio, o in pensione, nonché Consiglieri Comunali ed Assessori che, a qualsiasi titolo, abbiano avuto un ruolo nell’incredibile episodio, al fine di procedere alla punizione di tutti i colpevoli, ai quali va ascritto uno sconvolgente atteggiamento istituzionale, opportunamente sfuggente, anguillesco e serpeggiante. In questa tenebrosa cornice, concludono gli Avv.ti Chizzoniti, appare prioritario individuare tutte le responsabilità per capire a chi hanno ubbidito la Polizia Urbana e i dirigenti coinvolti, indotti ad esercitare una nefasta opzione tesa a favorire sfacciatamente apertamente un operatore privato.