S. Ilario dello Ionio, decaduto il sindaco Brizzi. Si pensa già all'Appello

2018-03-07 19:28:00 politica

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Di Elena Gratteri - È stata notificata ieri, 6 marzo, alla Prefettura di Reggio Calabria, l’ordinanza di accoglimento del ricorso avverso il sindaco di Sant’Ilario dello Ionio, Brizzi Pasquale, per la decadenza di quest’ultimo dalla carica di sindaco del Comune di Sant’Ilario dello Ionio.

La decisione del Tribunale di Locri in composizione collegiale, in persona dei giudici dott. Andrea Amadei, dott. Giuseppe Cardona e dott.ssa Antonella Stilo, presidente della sezione civile del Tribunale di Locri, che ha presieduto il Collegio, ha dichiarato Pasquale Brizzi decaduto dalla carica di sindaco del Comune di Sant’Ilario dello Ionio, basando il proprio convincimento sulle motivazioni di seguito riportate.

Prima di tutto, in riferimento all’eccezione formulata da Pasquale Brizzi sulla violazione del giudicato inter partes, nei confronti del Ministero dell’Interno, il collegio ha ritenuto che la Prefettura di Reggio Calabria non ha “violato” il giudicato inter partes, formatosi con la pubblicazione della sentenza n. 18627/2017 della Corte di Cassazione.

Secondo il Collegio, la decisione della Suprema Corte si riferisce all’incandidabilità in relazione alla prima tornata elettorale nella regione nel cui territorio si trova l’ente interessato dallo scioglimento, quindi la Corte ha affermato un principio valido esclusivamente per il futuro. Di conseguenza, secondo tale principio, Pasquale Brizzi si poteva candidare, come infatti ha fatto nella tornata elettorale del maggio 2014, ma non potrà candidarsi alla prima tornata elettorale regionale, provinciale, comunale e circoscrizionale successiva al 27 luglio 2017, data della pubblicazione della sentenza della Cassazione che ha dichiarato la sua incandidabilità.

Il Collegio ha specificato che la domanda rivolta dal Prefetto di Reggio Calabria non riguardava la legittimità della candidatura di Brizzi, che appunto, secondo il suddetto principio era legittima, così come la proclamazione, ma parte ricorrente chiedeva se fosse sopravvenuta una causa di decadenza dalla carica di sindaco, a seguito della pronuncia definitiva di incandidabilità.

Si tratta, dunque, di una questione giuridica nuova, ha sottolineato il Collegio, che non è stata discussa nel precedente procedimento e che non costituisce un antecedente della decisione presa in via definitiva dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 18627/2017.

Altra eccezione formulata dal primo cittadino di Sant’Ilario dello Ionio riguardava l’inammissibilità dell’azione ex art. 70 del d. lgs. N. 267/2000. Anche tale eccezione è stata rigettata, dal momento che, come previsto dalla Corte di Cassazione “il Prefetto, in qualità di rappresentante della collettività, deputato a garantire il rispetto della legge, in piena autonomia rispetto alle decisioni assunte dal Consiglio Comunale, è legittimato ad agire ex art. 70 a tutela dell’interesse pubblico dell’intera comunità, in modo da impedire che si consolidino posizioni irregolari che il consiglio comunale non rilevi per motivi di opportunità, per logiche interne alla politica, o per altre ragioni”.

Prima di affrontare l’eccezione di illegittimità costituzionale dell’art. 16 c. 2 del d. lgs. n. 235/2012, il Collegio ha chiarito che tale articolo ha previsto la decadenza degli amministratori che, eletti nella medesima regione dopo lo scioglimento dell’ente locale ai sensi dell’art. 143 del d. lgs. N. 267/2000, per tale ultima vicenda siano stati dichiarati incandidabili con provvedimento definitivo.

Secondo i decidenti, la questione di incostituzionalità in relazione all’art. 16 c. 2 del d. lgs. N. 235/2012 per violazione dell’art. 76 Cost. per eccesso di delega è manifestamente infondata, dal momento che “l’introduzione della decadenza dalla carica di sindaco è conforme allo spirito della legge – delega e con l’esigenza di armonizzazione dell’intera disciplina fatta propria dall’art. 1 c. LXIII della l. 190/2012”.

Anche l’eccezione di illegittimità costituzionale relativa all’art.51 della Costituzione, che contiene una riserva di legge attraverso la quale si possono introdurre limitazioni del diritto di elettorato passivo, è manifestamente infondata. Ciò in quanto, secondo il Collegio, il legislatore ha previsto un’ipotesi di decadenza come “norma di chiusura” non in modo irragionevole, ma perché ha voluto evitare che venisse aggirata la norma (art. 143 c. IX del d. lgs. 267/2000), facendo in modo che il privato incandidabile, che con la sua condotta ha concorso in qualche modo allo scioglimento dell’ente pubblico, non possa continuare ad amministrare.

Infine, in merito alla costituzione del Consiglio Comunale di Sant’Ilario dello Ionio, il Collegio ha fatto presente il difetto di legittimazione passiva, sottolineando che nessuna rilevanza si può attribuire alla votazione del Consiglio Comunale avvenuta il 02.02.2018, dal momento che il Consiglio Comunale, nonostante le molteplici richieste del Prefetto di Reggio Calabria, non ha preso atto dell’intervenuta decadenza del sindaco e non ha pronunciato la revoca prevista dall’art. 10 c. III del d. lgs. N. 235/2012.

In definitiva, con la decisione del Tribunale di Locri, Pasquale Brizzi è stato dichiarato decaduto dalla carica di primo cittadino di Sant’Ilario dello Ionio. Lo stesso, una volta ricevuta la copia dell’ordinanza da parte della cancelleria del suddetto tribunale, entro 24 ore dal ricevimento, dovrà provvedere alla pubblicazione per quindici giorni del dispositivo nell’albo dell’ente, per garantire la massima pubblicità della decisione e, di conseguenza, consentirne l’eventuale impugnazione anche da parte di coloro che non furono parte nel processo di prime cure, in virtù del principio di fungibilità dell’azione popolare.

L’esito del giudizio instaurato presso il Tribunale di Locri, verrà seguito dalla decisione dei giudici della Corte di Appello di Reggio Calabria, che Pasquale Brizzi procederà ad adire per tutelare la carica di sindaco, entro venti giorni, come previsto dalla legge.

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