S. Ilario, a Condojanni il presepe dell'integrazione

2017-12-30 17:10:00 cultura

2Q==

Di Elena Gratteri - Il 6 Gennaio è la festa dell’Epifania e dei Re Magi che rendono omaggio a Gesù Bambino. Nei presepi che si realizzano a casa o in Chiesa, i tre Magi vengono posti davanti alla capanna di Betlemme non prima del 5 gennaio, in attesa del giorno seguente, oppure se vengono inseriti prima, solitamente  vengono posti lontano, per dare l’idea che sono in cammino.

Nei presepi viventi, invece, è tutta un’altra storia e, si sa, il momento dell’adorazione dei magi viene anticipato, poiché tutto si svolge in poche ore.

A Condojanni, frazione del Comune di Sant’Ilario dello Ionio, per esempio, i magi sono giunti ad adorare il Salvatore il 26 Dicembre, a conclusione del presepe vivente organizzato per le vie del borgo antico, dalla parrocchia di Sant’Ilarione Abate, dalla Chiesa del Sacro Cuore e dalla Chiesa di Sant’Antonio, guidate dal parroco Don Lorenzo Spurio, che ha supportato l’iniziativa dall’ideazione alla realizzazione.

Tra i Re Magi vi è uno di colore e per fortuna a Condojanni non c’è stato bisogno che qualcuno si dipingesse il viso di nero, per prendere le sembianze di un Re proveniente dall’Africa, dal momento che  è stato semplicissimo trovare un nativo dell’Africa tra gli ospiti dello SPRAR di Sant’Ilario dello Ionio, che si prestasse a vestire i panni di Baldassarre e portare in dono l’incenso a Gesù Bambino.

Trovare i personaggi di un presepe vivente non è semplice, soprattutto non è facile ricostruire uno scenario rappresentativo degli antichi mestieri e realizzare il tutto in modo realistico o meglio “in diretta”, come si direbbe in televisione. C’era, infatti, la bottega del pane, dove si sfornava pane caldo; l’osteria dove si servivano caldarroste e vino, la bottega della ricotta, che offriva ricotta appena fatta. Ed ancora vi era la bottega del fabbro, del falegname, quella della sarta e la lavandaia che lavava alla fonte cantando. Anche i luoghi fondamentali della natività sono stati rappresentati tra le vie del borgo. Oltre alla capanna, che occupava un posto centrale nella grande piazza, vi era la casa di Maria, quella di Giuseppe e quella di Elisabetta, da dove ha preso avvio la rappresentazione.

All’evento hanno partecipato più di cento personaggi, recitando e cantando in dialetto calabrese, ma è significativo rivolgere l’attenzione al Re Magio interpretato dal giovane africano ospite del progetto SPRAR, perché attraverso la sua partecipazione alla manifestazione religiosa, da Sant’Ilario dello Ionio è partito ancora una volta  un chiaro segno di integrazione e di condivisione tra persone di culture e religioni diverse. Si è dimostrato che i muri della paura e della diffidenza verso chi è diverso possono essere abbattuti e che dalle loro macerie sono stati costruiti invece dei ponti. 

Tanti ponti uniscono infatti i cittadini di Sant’Ilario dello Ionio ali stranieri, non solo africani, ospitati in paese, la cultura dell’integrazione ha ormai preso piede, tanto che per i cittadini del paese non è ormai strano vivere fianco a fianco con queste persone e condividere con loro momenti importanti come quello svoltosi il giorno dei Santo Stefano.

News collegate