Ora è ufficiale: è stato un atto intimidatorio a distruggere 'Zero glutine life'. Proprietari sotto vigilanza

2018-11-17 13:51:00 cronaca

Z

di c. m. - Adesso è ufficiale: l’incendio che ha devastato il locale “Zero glutine life” sulla via del Torrione è un atto intimidatorio in piena regola. Quello che prima era un concreto sospetto diviene certezza. Lo si apprende dalla nota diramata dalla Prefettura di Reggio Calabria, che informa della riunione tecnica di coordinamento delle Forze di Polizia, tenutasi con urgenza questa mattina nel palazzo del Governo. All’incontro hanno partecipato il questore e i rappresentanti del comando provinciale dei carabinieri e della Guardia di Finanza. Nel corso della riunione, proprio per esaminare con attenzione la vicenda, sono stati ascoltati i titolari dell’esercizio commerciale vittima dell’atto intimidatorio.

Da segnalare che, già subito dopo il rogo, erano state disposte adeguate misure di vigilanza nei confronti degli interessati e dell’attività commerciale.

La mano delle ‘ndrine

C’è la pesantissima firma della ‘ndrangheta, dunque, nell’incendio che ha devastato il palazzo che sta a due passi dal tapis roulant. Un messaggio molto chiaro, giunto esattamente ad un mese di distanza dall’inaugurazione del locale. Un modus operandi tipicamente ‘ndranghetistico, come già era avvenuto in passato per un altro noto locale di gastronomia, distrutto poco dopo l’apertura.

La tassa ambientale

La ragione di questi atti è presto detta: la ‘ndrangheta non ammette, per nessun motivo, che qualcuno possa operare nel territorio di Reggio Calabria, senza “dare conto” ai boss locali. E non si tratta per forza del pagamento del pizzo canonicamente inteso. Molto spesso, nell’evoluzione che le mafie stanno avendo nel corso del tempo, anche il solo rifiuto di far eseguire dei lavori (che siano di tinteggiatura, di arredamento, di fornitura del materiale) a ditte vicine o appartenenti a uomini delle cosche significa contravvenire a quella cosiddetta “tassa ambientale” ormai certificata da decine di processi. Solo le indagini potranno dire con esattezza cosa sia accaduto al locale “Zero Glutine life”. Se, anche in questo caso, l’atto intimidatorio sia da inquadrate in un’ottica di racket delle estorsioni di matrice tipicamente mafiosa. Di certo c’è che questo ennesimo episodio accaduto a Reggio Calabria impone, una volta di più, l’urgenza, per tutti i commercianti, di fare rete il più possibile ed evitare quella solitudine che, molto spesso, si traduce in paura.

Lo sconforto in città

In città, inutile negarlo, si respira un’aria molto negativa: «Non si può lavorare», è il commento più frequente, unito a quello che invita ad andare via dalla Calabria. Una terra dove criminalità e malaffare continuano a spadroneggiare, ricordando a suon di bombe cosa accade a chi decide di non conformarsi alla legge delle ‘ndrine. Si tratta di sentenze inappellabili, scritte spesso da giovani boss spavaldi e senza scrupoli, desiderosi soltanto di imporre il loro predominio. Finirà tutto questo? C’è da sperare che il gran lavoro svolto da magistrati e forze di polizia possa produrre risultati definitivi il più presto possibile.