Musica, balli, divertimento e spunti di riflessione nello spettacolo di Caparezza FOTO

2018-02-15 13:32:00 cultura

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“Mas que un club” usano dire i catalani per indicare la loro squadra, il Barcellona. Un motto che può certamente riferirsi anche a quanto vissuto ieri sera al PalaCalafiore con Caparezza. Molto più che un concerto, quello portato con il suo tour “Prisoner 709”. Uno show, organizzato alla perfezione, che ha regalato ai tantissimi fan ore di musica e parole di primissimo livello. Il viaggio di Caparezza è stato all’interno di tanti piccoli mondi, ossia quelli che le sue canzoni raccontano senza alcuna banalità, ma con profondo senso che va oltre il mero gusto musicale. Un successo, insomma, quello della “Esse concerti srl”.

La prima parte dello spettacolo di Caparezza è stata sui nuovi brani tratti dall’album “Prisoner 709”. Grande spazio anche ai balletti e ad una scenografia in grande stile. Poi partecipazione a mille e contatto con i pubblico, con brani storici come “Vieni a ballare in Puglia”. Un po’ di sorpresa fra i supporter di Caparezza, quando il rapper pugliese ha piazzato una grande chiave alata, proprio in chiusura del brano “Una chiave”, così come l’enorme lavatrice comparsa in “Confusianesimo” e un libro in “China Town”. Ma probabilmente il grande segreto di Caparezza sta anche in quella squadra formidabile che lo accompagna ad ogni concerto. Dai musicisti, al corpo di ballo, fino a tecnici e fonici. Tutti insieme, come un’unica orchestra pronta a suonare all’unisono.

Arriva anche un bel messaggio per i giovani: «Ultimamente c'è un fenomeno, un fenomeno molto inquietante. Circolano video e foto dove i figli dei grandi ricchi ostentano il loro lusso. C'è chi si fa vedere su barche e macchine milionarie e c'è chi si fa immortalare mentre getta dello champagne per terra. Certo se i soldi non te li sei guadagnato tu ma, ti provengono dalla famiglia, è molto facile sentirsi ricchi. I veri ricchi però, sono quelli che non solo vivono con il proprio lavoro, ma sono quelli che sanno dare valore alle cose e sanno quindi anche dire di no». È il momento di “Non me lo posso permettere”. Spunto di riflessione molto profondo sui ragazzi di oggi e il loro modo di vivere. Il concerto si chiude con “Avrai ragione tu” e poi ancora “Io vengo dalla luna”. Ma è solo una “finta” conclusione. Perché Caparezza, richiamato a gran voce dal pubblico, canta, balla e fa divertire. Ma è una leggerezza solo apparente. Perché dietro c’è tanto impegno e messaggi che raramente la musica riesce a trasmettere.