Mommo Tripodi, il comunista che diede voce a mille battaglie

2018-03-15 17:35:00 politica
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Si è spenta una voce autorevole, ma non di quell'autorevolezza data da titoli o condizioni, piuttosto guadagnata sul campo, anzi sui campi della piana, tra i braccianti.
Era la voce della Calabria più povera che si alzava forte vibrando nell'aria, rivendicando diritti e migliori condizioni anche per gli “ultimi”. La stessa voce che si alzò contro la ndrangheta,
contro la centrale a carbone di Gioa Tauro, fin dentro il Senato della Repubblica. 
Era la voce di Mommo Tripodi, comunista, antifascista, bracciante e senatore. L'espressione di una terra che aveva voglia di lottare per migliorarsi e per difendersi.
Una figura fortemente radicata nel proprio territorio, riconosciuta a livello regionale e nazionale, che aveva conquistato la fiducia non con promesse o regalie, ma “sporcandosi” le mani nelle lotte da protagonista, esponendosi sempre in prima linea. 
Lo abbiamo visto mille volte alla testa dei cortei, portare striscioni e bandiere, testimonianza di una politica fatta di sacrificio ed umiltà e non a parole, ma coi fatti. 
Mommo era la testimonianza che le cose si possono cambiare, che le lotte si possono vincere e lo sarà sempre.
Era un “professore di uguaglianza”, che bonariamente si adirava se provavi a dargli del “lei” o del “voi”, “siamo tutti compagni!” ti diceva. Non importava se tu eri l'ultimo dei ragazzini che si era appena approcciato alla politica, al cospetto di un Questore del Senato. Siamo tutti compagni, non c'erano differenze per lui.
Ci sentiamo di esprimere sincere e sentite condoglianze alla famiglia, ma più di tutto ci sentiamo di dire grazie al compagno Mommo Tripodi, per ciò che ha rappresentato, per ciò che ha fatto ed ottenuto e per ciò che ci ha insegnato. Il suo ricordo ci darà sempre speranza.

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