Messa in ricordo di Massimiliano Carbone: il colonnello Gabriele De Pascalis accanto a Liliana Esposito Carbone e agli altri familiari di vittime innocenti

2018-09-23 15:13:00 attualità

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Dopo 14 anni, come ogni anno, la comunità della Cappella Nostra Signora di Lourds, dell’Ospedale Civile di Locri, guidata da Don Giuseppe Zurzolo, si è stretta intorno a Liliana Esposito Carbone ed ai suoi familiari, per ricordare Massimiliano, giovane uomo ucciso a soli 30 anni.

Di Elena Gratteri - Nel luogo, che per Liliana, è il luogo della preghiera per eccellenza, dove il suo Massimiliano ha donato il sangue per 11 anni ed ha fatto la prima comunione, a 19 anni, prima di lasciare la vita terrena, lì, oggi, vicino alla famiglia Carbone, oltre ai familiari di altrettante vittime di ‘ndrangheta, Deborah Cartisano, figlia di Lollò e coordinatrice di Libera Locride, Pietro Canonico, papà del piccolo Gianluca, Giuseppe Fortugno, figlio di Francesco, c’era una presenza importante, forse inaspettata: il Tenente Colonnello t. ISSMI Gabriele De Pascalis, comandante del Gruppo Carabinieri di Locri:

Dagli ultimi banchi, da dove ha seguito la celebrazione religiosa, insieme al Maggiore Rosario Scotto Di Carlo, il Tenente Colonnello De Pascalis ha atteso la fine della celebrazione per abbracciare Liliana, suo marito, suo figlio Davide e gli altri familiari delle vittime innocenti.

La sua stretta di mano ha rincuorato, certamente, tutti coloro che sono portatori della croce inflitta dalla ‘ndrangheta, che gli ha ucciso un parente, così come ha dato sollievo alla comunità, rassicurata che lo Stato nella nostra terra tribolata non è assente.

La presenza dello Stato nella Cappella, dove si è pregato per Massimiliano e per le altre vittime innocenti, tra cui numerosi bambini, deve far tremare i colpevoli di questi efferati omicidi: lo Stato non si è dimenticato di nessuno di loro e non si è dimenticato di voi!

I 14 anni trascorsi o i 20 o i 25, potranno far ingiallire le carte, che tra le righe contengono velatamente il nome del colpevole di ogni omicidio irrisolto, ma non faranno sbiadire la memoria dei tantissimi giovani, padri, figli, che hanno lasciato forzatamente le loro famiglie, per mano omicida.

La verità giudiziaria tanto attesa, anche dalla comunità vicina alle famiglie colpite da questi atroci lutti, è il frutto di un’investigazione che non deve risparmiare nessuna pista e nessun particolare.

La presenza del massimo esponente degli investigatori della Locride nella messa commemorativa di Massimiliano Carbone, occasione per Liliana di ricordare, come sempre, tutte le vittime nome per nome, è una certezza per tutti che nessun omicidio verrà trascurato.

La verità e la giustizia sono le parole chiave di questa giornata e di tutte quelle in cui si ricorderà una vittima delle mafie, ma devono essere le parole chiave della vita di ogni calabresi,e che dovrà mettersi dalla parte giusta, come ha ammonito don Zurzolo, che ha chiamato tutti i cristiani a diventare come il Cireneo, che ha portato la croce di Gesù, aiutando i familiari delle vittime innocenti a portare la loro croce.

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