L’Ostello della gioventù “LOCRIDE” volano dello sviluppo turistico di Locri e della Locride.

2017-02-21 08:59:00 turismo


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Di Elena Gratteri - Sono le 17,00 di un pomeriggio soleggiato ma freddo di febbraio, sulla strada che porta all’ospedale di Locri, la via Garibaldi, il traffico è stato interrotto dalle transenne. Si vedono in lontananza le luci dei lampeggianti delle auto di servizio delle forze dell’ordine ed una folla di persone ferme nei pressi dell’Ostello della Gioventù, il maestoso edificio che quasi fronteggia il Calvario.

Sono passati più di 10 anni da quando le sirene e la folla facevano pensare solo ad un agguato e le forze dell’ordine deviavano il traffico per raccogliere i bossoli sull’asfalto intorno ad un lenzuolo bianco poggiato a terra, sotto i flash dei giornalisti.

Oggi in via Garibaldi non c’era un lenzuolo bianco sporco di sangue  per terra, né i bossoli da raccogliere sull’asfalto: nessun agguato ha costretto le forze dell’ordine a deviare il traffico.

Non c’era da allarmarsi. Oggi non c’è più da allarmarsi, perché i cittadini di Locri si stanno riprendendo la loro città! Il rosso non è più un colore che sporca le strade, ma è il colore vivace dell’Ostello della gioventù, simbolo della lotta alla ‘ndrangheta, sul quale sventola il tricolore della bandiera dell’Italia, che gli conferisce l’aurea di baluardo della legalità.

Dopo essere stata la casa di una famiglia di ‘ndrangheta, i Cataldo, l’immobile - albergo, che da oggi è stato assegnato al Goel Gruppo Cooperativo, nella persona di Vincenzo Linarello, a cui il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, da perfetto padrone di casa quale è stato sinora, ha consegnato le chiavi, sarà oggetto di un progetto turistico volto a far conoscere il vero volto di Locri e della Locride, attraverso pacchetti turistici ad hoc.

E proprio “Locride” è il nome con cui è stato ribattezzato l’Ostello, come per  rafforzare l’intenzione del Goel di mantenere fede all’impegno preso, soprattutto con i giovani del territorio. Numerosissimi, infatti, erano i giovani  presenti all’interno dell’Ostello per assistere alla cerimonia di consegna del bene confiscato alla ‘ndrangheta insieme al Vescovo della diocesi di Locri  - Gerace, Sua Eccellenza Francesco Oliva, al Procuratore della Repubblica di Locri Luigi D’Alessio, al giudice Mario Larosa, in rappresentanza del Tribunale di Locri, al Comandante del Gruppo Carabinieri di Locri, Colonnello Pasqualino Toscani, al viceprefetto, Dott.ssa Suraci, in rappresentanza del Prefetto Michele Dibari, alle altre  forze dell’ordine intervenute, ai sindaci della Locride, ai numerosi giornalisti e cittadini.

I giovani adolescenti, a cui si sono rivolte le autorità, non hanno visto Locri coperta dalla polvere e dal sangue delle faide e del racket, né forse conoscono il significato di “lupara bianca”,  portano, però, il peso di una ‘ndrangheta che continua a raccontarsi a sprazzi negli atti intimidatori che nell’ultimo anno hanno colpito amministratori locali ed imprenditori della Locride, fino ad arrivare al furto e al danneggiamento che ha avuto luogo pochi giorni fa proprio nell’Ostello di Locri.

Un grande peso che Locri  si porta dietro e che <<ha segnato purtroppo spesso anzi quasi sempre in modo negativo la storia e  a volte anche il destino di questa Città e di questo territorio>> - ha affermato il primo cittadino. Un peso enorme al quale fa da contrappeso, senza alcun dubbio, una fortissima presenza dello Stato a Locri, la cui vittoria sulle cosche di ‘ndrangheta è rappresentata sia dallo stesso Ostello della gioventù che dagli altri beni confiscati, presto a disposizione dalla collettività, come la casa del boss Cordì, dove si realizzerà il comando del Gruppo della Guardia di Finanza; i terreni confiscati alla consorteria Zucco, sui quali sorgerà un’isola ecologica e altri beni della famiglia Cataldo, dove verrà realizzata la caserma della Polizia Giudiziaria. 

<<Un percorso di legalità che vede coinvolta l’amministrazione comunale e l’intera Città>> dice convinto Calabrese, rivolgendosi prima di tutto ai giovani presenti, depositari delle speranze di tutte le autorità che prendendo la parola hanno voluto rivolgere loro pensieri ottimistici, essendo proprio i giovani i primi protagonisti della rinascita del territorio, che dovranno continuare ad innaffiare i semi della legalità  piantati finora. 

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