Locri fuori dal piano triennale dei lavori pubblici, l'odissea di un giovane imprenditore dopo i danni del dissesto

2018-01-20 13:04:00 attualità

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Di Elisa Barresi - Era esattamente il 23 gennaio di un anno fa, quando l’alluvione colpiva la fascia ionica, creando notevoli danni all’agricoltura. L’acqua delle forti piogge, non defluite regolarmente  nella Fiumara Gerace, a causa di una palese mancata manutenzione ordinaria e straordinaria, causava la rottura ed il conseguente crollo del muro di argine della Fiumara sopradetta.

I terreni agricoli vicini all’argine, in agro del comune di Locri, a causa dello straripamento, subivano notevoli danni.  In particolare, i terreni di un’azienda agricola, gestita da un giovane imprenditore, venivano erosi per 1500 metri quadri, inoltre venivano estirpate 20 piante di arance tarocco con relativa condotta ed impianto irriguo sotto chioma. Analoghi danni venivano provocati ad altre tre aziende agricole limitrofe.

Il giovane imprenditore, il giorno successivo, chiedeva il sopralluogo di un funzionario della Provincia di Reggio Calabria, il quale quantificava in trecentomila euro la somma per ripristinare il muro dell’argine della Fiumara Gerace.

Il crollo dell’argine destro aggravava di mese in mese il fenomeno dell’erosione, pertanto, si susseguivano una serie di richieste di messa in sicurezza alla Provincia di Reggio Calabria, inviate per conoscenza anche alla Prefettura di Reggio Calabria.

La risposta della Città Metropolitana di Reggio Calabria finalmente arrivava, lasciando di stucco il ragazzo, che nel 2017, a giustificazione del non intervento di una Pubblica Amministrazione, si vedeva citare un Regio Decreto del 1904, secondo il quale “Sono ad esclusivo carico dei proprietari frontisti le opere di difesa dei loro beni contro i corsi d’acqua”.

La grave situazione, generata principalmente dall’incuria della Fiumara Gerace, ha indotto l’imprenditore locrese a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Locri.

La responsabilità dell’amministrazione della Città Metropolitana di Reggio Calabria per la messa in sicurezza dell’argine della Fiumara Gerace, invocata dall’imprenditore più volte, ha trovato riscontro in una nota della Protezione Civile del mese di novembre scorso, nella quale sollecitava la Città Metropolitana di Reggio Calabria a porre in essere tutti gli interventi necessari alla messa in sicurezza.

Dopo il  richiamo al regio decreto del 1904, l’Amministrazione della Città Metropolitana farà qualcosa di più per rendere paradossale la situazione: a novembre 2017, nonostante le segnalazioni pregresse di dissesto causate a seguito dell’alluvione di gennaio 2017 nel territorio di Locri,  esclude completamente la città locrese dal programma triennale dei lavori pubblici, finalizzato a numerosi interventi di sistemazione idraulica e alla messa in sicurezza di numerosi bacini idrografici del proprio territorio di competenza  (Delibera del Consiglio Metropolitano n. 50/2017).

Nessuna motivazione valida dietro una decisione che, alla luce della situazione disastrosa sopra descritta e del finanziamento previsto per due milioni di euro sullo stesso corso d’acqua per i Comuni di Gerace ed Antonimina, appare abnorme.

Tale atteggiamento non fa altro che stroncare le speranze di rinascita e produttività della Città di Locri, centro nevralgico della Locride, dove il giovane imprenditore Giovanni Battista Spanò ha deciso di tornare, dopo il completamento degli studi in Giurisprudenza fuori regione, per mettere a frutto i terreni di famiglia, sicuramente con la  valigia colma di aspettative, senza, però, aspettarsi di avere  a che fare con un’amministrazione provinciale sorda alle necessità del territorio  e dei cittadini. 

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