LOCRI DALL’AREA DI RIGORE! Intervista al bomber del LOCRI Luigi Iervasi

2016-10-15 15:31:00 sport

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Di Elena Gratteri - Guardare una città, la propria città, mentre posizioni il pallone sul dischetto bianco, poco prima di segnare il goal decisivo, non è un’esperienza che tutti possono raccontare.

Chi, in tenera età, inizia a tirare calci ad un pallone, sogna, senza dubbio, di diventare un calciatore di serie A o di avere almeno una presenza nel “calcio che conta”, indossando la casacca di un grande club, ma l’emozione che regala avere addosso i colori della propria città, anche se si tratta di giocare in promozione o eccellenza, di certo, non è paragonabile.

Questo lo può ben raccontare Luigi Iervasi, bomber del Locri, che ha inseguito il suo sogno, partendo da una scuola calcio di Locri e dopo aver girovagato per la Calabria ed il sud Italia per 10 anni è tornato nella sua Locri per regalare emozioni ai suoi concittadini; le emozioni che solo la rinascita della squadra del cuore può donare.

Non c’è Juve o Milan che tengano davanti all’amaranto che torna a tingere i volti dei tifosi e a sventolare sui balconi.

Le speranze per il grande Locri, inneggiate sugli spalti dalla tifoseria, ripetutamente, per tutto il campionato, in casa e fuori casa, si fondono con quelle per il futuro di una città che non vuole più essere l’emblema delle faide e della ‘ndrangheta.

Una tifoseria, dunque, che sostiene la sua squadra, nei successi e nelle sconfitte, <<ti incita e ti bacchetta quando serve>> - dice Iervasi - <<ti aiuta moltissimo e ti fa soprattutto stare concentrato a fare sempre meglio>>, ma che, di certom, ha anche il compito di incoraggiare il risveglio dei cittadini locresi, tutti o quasi, presenti quando gioca il Locri.

Luigi ha sentito forte la nostalgia della sua città, la nostalgia del calcio degli anni novanta, quelli che hanno segnato le glorie amaranto, condite con notevoli ed indimenticabili dispiaceri ed ha toccato con mano quanto la Calabria sia <<passionale ed affamata di calcio>>.

E’ forse nei successi calcistici che si riflette la voglia di riscatto dell’intera regione?

Un riscatto che si vuole ottenere perché consapevolmente si conoscono i limiti, quelli che lo stesso Luigi, ha potuto notare vivendo in diverse città calabresi: <<c’è molta disorganizzazione e scarseggiano le strutture per far migliorare soprattutto la vita dei giovani!>>.

Nonostante tutti questi limiti, Luigi decide di vivere in Calabria, di tornare stabilmente a Locri, nella sua città e di vestire la maglia amaranto, ma non lo fa per una stagione.

Luigi mette i suoi colori del cuore davanti ad ogni altra offerta e soprattutto decide di far crescere suo figlio dove i giovani <<devono avere coraggio nel fare le cose>>.

Quel coraggio che ha avuto lui nel decidere di tornare a giocare a Locri, dove a prescindere dal folle legame con l’amaranto, non ci sono le condizioni perfette per disputare le partite di calcio: <<manca un bel terreno in sintetico allo stadio, la terra battuta non dà il giusto risalto ad una città come Locri>> - afferma il bomber.

Quell’insolito coraggio che, invece di portarti lontano, dove la vita è resa più facile da innumerevoli servizi e rilevanti opportunità, ti spinge a restare nella tua piccola città del sud Italia, che balza troppo facilmente agli onori della cronaca, purtroppo, non per la sua invincibile bellezza storica e naturale ma per altre discutibili vicende.

E’ a Locri, dove <<manca ancora un po’ di senso civico>>, Luigi, 7 anni fa, ha deciso di intraprendere una nuova avventura, realizzando, con i soldi guadagnati con il calcio, un’attività di ristorazione che <<comporta tanti sacrifici ed impegno ma ripaga con tante soddisfazioni>>.

Luigi ha deciso di investire nella sua città, perché è convinto che <<se tutti noi cittadini dessimo un aiuto in più, la città sarebbe migliore ed in effetti ultimamente Locri è migliorata>>.

Forse la passione per il calcio ed il sogno amaranto hanno innescato nei cuori dei cittadini un rinnovato senso di comunità ed esempi come quello di Luigi Iervasi serviranno da insegnamento per tanti giovani che temono di restare nella propria città.

Di certo, a Locri c’è tanto ancora da fare e da sperare, ma il futuro di Locri, come dell’intera Calabria, non può che trovare terreno migliore nei sogni dei ragazzi che decidono di restare, investiti del coraggio che solo l’amore e la passione per la propria terra può dargli.




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