Klaus Davi: «La separazione fra Orazio De Stefano e la Benestare potrebbe non essere indolore»

2018-04-05 21:12:00 attualità

BxQnO5L7CBW7AAAAAElFTkSuQmCC

Intervista al noto massmediologo che spiega: «La ‘Ndrangheta sta vivendo cambio generazionale radicale; Giletti? Gli ho detto "se mi ammazzano mi dedichi una puntata?»


Di Redazione - Klaus Davi ha inseguito uno dei più pericolosi boss della ‘Ndrangheta per le vie del quartiere Archi di Reggio Calabria. Prima si è recato nella sua abitazione conosciuta, il palazzo di via Corvo dove il De Stefano viveva con la moglie Antonietta Benestare, appartenente alla famiglia dei Tegano. Poi, capito che non abitava più lì, ha girato per le vie del rione finché è riuscito a individuare la nuova dimora del potente boss, in via Vecchia Provinciale.

 

Che impressione ha ricavato dall'incontro ?

Un uomo freddo, sicuro di se, circondato da una corte dei miracoli. Quando mi ha visto, è rientrato in casa ma poi ha ordinato ai suoi di uscire con tono perentorio. Un capo, anche davanti alle telecamere.

 

Ma non ha parlato...

No, però mi ha salutato, anche perché non è certo la prima volta che cerco di estorcergli una dichiarazione. In fondo è l’ultimo patriarca dei De Stefano.

 

Come ha fatto a individuare la nuova casa?

Ad Archi tutti sanno tutto. In fondo ora non mi vedono più come un estraneo e hanno preso confidenza. Tanta gente per bene mi da le dritte perché è stufa di subirli e di uno Stato che se ne frega.

 

Cosa intende?

La DDA di Reggio Calabria è la serie A e non fa sconti a nessuno. Ma manca lo Stato che costruisce.

 

La ‘Ndrangheta diffonde notizie ad arte...

Lo dice sempre il magistrato Gaetano Paci e ha ragione. Ma come osserva acutamente Lucia Annunziata, i pizzini non sono meno validi perché fasulli. Se metto in giro la voce che un boss tradisce la moglie un motivo c'è. Sta a me scavare e provare a trovare la ragione della fake news, qualora fosse tale. Ora, per esempio, si dice che la separazione fra Irene Utano e Paolo Rosario de Stefano sia una messa in scena. Vai a capire....

 

Lei ha parlato di una separazione fra il De Stefano e Antonietta Benestare....

Certo, è una notizia ufficiale diffusa dagli stessi arcoti. Sta di fatto che lui non vive più con la moglie. Poi se è una messa in scena non lo so ma non credo.

 

Cosa c'è sotto?

Ad Archi dicono che il matrimonio fu imposto ma lui non lo accettò mai fino in fondo nonostante figli eccetera. La relazione extraconiugale del De Stefano non dura da ora. Ma questa separazione potrebbe non essere indolore...

 

Cosa intende...?

Chi sa le cose di Archi e conosce la Benestare sa che è un’ascoltatissima confidente dei potenti Tegano. Una capa estremamente rispettata. Non credo a una neo-faida, ma qualche dispetto ci sarà sicuramente.

 

Lei ha parlato pubblicamente della separazione tra i due, non teme ripercussioni?

Onestamente no, ad Archi è fatto risaputo e conclamato.

 

Dieci giorni prima che la Procura di Milano lo arrestasse, lei ha intervistato Giuseppe Pensabene detto “Match”: un caso?

Sì e no. Non sapevo delle indagini, ma osservando la sua influenza sui giovani arcoti avevo capito che era un punto di riferimento benché vivesse in Romania o forse proprio per quello. Io in realtà l’avevo cercato perché ad Archi me l’avevano indicato correttamente come un uomo di Paolo Schimizzi. Lui come Scarpella e Milasi, anche se gli ultimi due a livelli inferiori.

 

Vi siete sentiti dopo l'intervista?

Certo, più volte. Ho cercato di scavare con tatto anche sul suo passato milanese. Sondando i suoi rapporti con il boss Paolo Martino (altro profilo di enorme interesse come giustamente ha scritto nel suo libro il Gip di Milano Giuseppe Gennari), i Flachi, Lele Mora e il giro dell'Hollywood.

 

Come vede il futuro della Calabria?

Dei politici calabresi operanti a Roma non conosco un solo provvedimento a favore della Regione. In tre anni non ho mai visto uno di loro sul territorio. Dieni, Morra, Bruno Bossio, Doris Lo Moro sono persone valide ma poco presenti. E la Calabria l’ho girata tutta. Ora c'è una pattuglia di Cinque Stelle, vedremo cosa porteranno a casa... Considero invece la Zes una grande opportunità per la Regione. Su questo punto dovrebbe esserci una tregua dei partiti finalizzata a un obiettivo importante.

 

Prossimi impegni?

La Locride. Il costruttore Scuruchi Filippo, una figura chiave... non posso dire altro.

 

Cosa dice Massimo Giletti di questo suo impegno?

Lo incoraggia e ne parla spesso in trasmissione. Scherzando, gli ho detto: “Massimo, se mi ammazzano però una puntata me la devi dedicare".

 

Si sente in pericolo?

No, nella maniera più assoluta. Quando vedo che ministri della Repubblica vengono a Reggio scortati da 10 auto blu e codazzi vari mi chiedo “ma quanta paura hanno della loro gente?!"... La scorta per un giornalista è la fine del lavoro. Per un politico, come si è visto, la morte del consenso...

News collegate