Il Locri è in serie D: onore ai calciatori e al dodicesimo uomo in campo

2018-03-19 16:50:00 sport

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Di Elena Gratteri - Era il 2016, quando in un’intervista, il bomber Luigi Iervasi affermava di aver toccato con mano quanto la Calabria fosse “passionale e affamata di calcio!”.

 Di certo, in particolar modo si riferiva alla sua Locri, che, a quattro giornate dalla fine del campionato, può finalmente esultare  per la tanto attesa serie D.

La tifoseria del Locri, il dodicesimo uomo in campo, indispensabile, diceva Iervasi “per  far stare concentrati a fare sempre meglio”, dopo aver seguito e sostenuto i suoi campioni da quando nel 2014 la squadra tornava nel campionato di Promozione, domenica 18 marzo, dopo il pareggio con il Castrovillari nel campo neutro di Amantea, si è regalata un sogno.

Un sogno che non è solo merito dei giocatori del Locri, ma che gli stessi, appunto, devono all’insostituibile tifoseria amaranto.

Quale sarebbe stato il destino del Locri, se la Città non avesse sostenuto la sua squadra? Quante partite sarebbero state vinte, se ovunque giocasse il Locri, i giocatori non fossero stati caricati dall’energia dei suoi tifosi?

E’ indiscutibile il talento di bomber come Iervasi e Matteo Carbone, ma è certo che il talento ha anche bisogno di una fortissima motivazione, quella che, senza dubbio, gli ultras amaranto hanno saputo  dare in ogni momento.

Il sogno della serie D, grazie anche alla carica dei tifosi, è diventato realtà! La solita festa post partita, domenica si è trasformata nella festa dell’intera città.

Alle 19:00, la piazza principale di Locri si è tinta di amaranto, migliaia di cittadini erano lì a sventolare la bandiera del Locri per accogliere la squadra e per dimostrarle il proprio amore, come recita,  ormai da anni, uno striscione nello stadio di Locri: “L’amore di una Città per la sua squadra”.

Un amore reciproco, che, senza dubbio, è destinato a crescere e a far crescere anche le prospettive della città, che attraverso le vittorie calcistiche cerca, da sempre, di riscattarsi dall’etichetta di città di ‘ndrangheta.

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