I passaggi segreti della Locride: i Carabinieri del Gruppo Locri e i Cacciatori restituiscono bellezza al territorio

2018-03-16 16:18:00 attualità

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Di Elena Gratteri - Le origini greche della Locride non sono smentite neppure nella parola che, nel modo più assoluto, connota negativamente in tutto il mondo l’estrema punta dello stivale: ‘ndrangheta.

 L’etimologia più accreditata del termine, come è noto, è quella che deriva dal greco classico ἀνδραγαθἰα con il significato di valore, prodezza.

Quale prodezza e quale valore contraddistingue “uomini”, che uccidono, che si arricchiscono vendendo la morte per le strade dell’Italia e non solo, che  cercano di approfittare del lavoro delle persone oneste, togliendo loro il frutto dei sacrifici di una vita, che sono stati capaci di usurpare la bellezza di una terra meravigliosa, che non crede più nella sua potenziale ricchezza?

Questi “uomini”, che hanno tolto la vita a molti altri veri uomini, senza mai pentirsi e che hanno distrutto intere famiglie, rubando  genitori, fratelli, nonni all’affetto dei propri cari, sono talmente coraggiosi che nascondono se stessi e le loro armi negli anfratti naturali; e per essere più protetti, costruiscono anche bunker sotterranei, con l’intento di sfuggire alla cattura degli uomini dello Stato. Uomini dello Stato che lavorano, incessantemente, ogni giorno e ogni notte, per restituire la bellezza della Locride ai suoi cittadini.

Riconsegnare un territorio ai propri cittadini privo delle malefatte di “certi uomini”, significa che gli uomini dello Stato devono: sradicare le piantagioni illegali che invadono le montagne; ripulire gli anfratti naturali da armi e munizioni; riportare alla luce i passaggi segreti e i bunker realizzati al di sotto di abitazioni apparentemente normali; bonificare  i casolari in aperta campagna, utilizzati come rifugio dai latitanti.

Si tratta di un lavoro di alta specializzazione, affidato al corpo speciale Squadrone eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria”, che si addentrano nelle montagne aspromontane, ma anche nel pieno dei centri abitati di paesini pre aspromontani, come Platì e Ciminà, dove nell’ultimo anno sono state ritrovate numerose armi e munizioni, ben occultate nella vegetazione, estese piantagioni di canapa indiana, ben 5 bunker e un rifugio.

La costruzione di bunker non è  una prerogativa solo dei paesini interni, ma recentemente anche vicino al centro abitato di Locri, in un’abitazione apparentemente nella norma, è stato rinvenuto un passaggio segreto dietro il camino, che conduceva ad un bunker sotterraneo.

Le ricerche dei baschi rossi vengono condotte insieme ai Carabinieri che operano nei territori della Locride, la cui presenza è fondamentale, dal momento che sono loro a fornire le indicazioni sulle zone su cui dirigere le ricerche, che conoscono palmo a palmo.

E’ un lavoro di squadra efficace, che mina i luoghi di sicurezza degli uomini di ‘ndrangheta, quei luoghi dove si sono nascosti per anni e che adesso non potranno costituire più per nessun criminale un tranquillo rifugio nei periodi di latitanza.

Il desiderio di tutti i calabresi sarebbe quello che i telegiornali ed i giornali raccontassero  notizie positive sul conto di questa terra. Tra le notizie positive, non ci possono non essere le vittorie ottenute dai Carabinieri della Locride e dal Cacciatori di Calabria, ogni volta che scoprono un bunker e sequestrano delle armi e della droga, perché ciò vuol dire che ad ogni loro passo avanti, gli “uomini privi valore” devono fare un passo indietro. 

E faranno sempre più passi indietro, quanto più i calabresi avranno a cuore la loro terra e le vorranno rendere la bellezza che le è stata tolta.

E’ certo che non basta il lavoro dei Carabinieri  e dei Cacciatori di Calabria a riportare la bellezza nella Locride ed in tutta la Calabria, ma è necessario il costante impegno di tutti i calabresi. 

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