Guerra tremenda in Forza Italia, Foti contro Cannizzaro: «Immaturo e presuntuoso. Non ho mai voluto lasciare le sue tracce»

2018-09-05 13:49:00 politica

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Ho letto con stupore, ma poi neanche tanto le considerazioni dell’ “On. Francesco Cannizzaro”, che con l’esperienza che non ha prova a fare valutazioni e a tracciare una rotta da politico navigato quale purtroppo non è.

Le sue riflessioni sono esattamente la dimostrazione del perché Forza Italia è diventato quel Partito in cui ci troviamo a militare oggi. Fossimo stati nel rispetto delle regole, come succedeva con quella vecchia politica che lo stesso Cannizzaro dimostra di non gradire, uno come lui non avrebbe dovuto avere neanche diritto di parola. E’ quanto dichiara in una nota Nino Foti.

Uno degli ultimi arrivati in Forza Italia, continua Foti, dopo aver girovagato in lungo e in largo da una lista all’altra, pur millantandone da sempre l’appartenenza morale, con un percorso politico indubbiamente da avvantaggiato, alla Provincia prima, dove non è stato eletto ma successivamente ripescato, alla Regione poi, per finire alla Camera, inserito in un collegio dove ha potuto beneficiare senza il minimo sforzo di anni di lavoro e radicamento sul territorio che non certo possono essere ascrivibili a lui, ora, da pseudo coordinatore, nominato da una coordinatrice a sua volta nominata, in barba ai tempi in cui i coordinatori si eleggevano nelle assemblee e nei congressi, dimostra di saper solo offendere, giudicare e declassare il lavoro di dirigenti ed amministratori che di Forza Italia sono la struttura portante.

Non è certo questo atteggiamento immaturo e presuntuoso che ci si dovrebbe aspettare da chi presume di essere un “coordinatore”, quanto invece un approccio inclusivo, rispetto ad un momento di confronto vero e qualificato e quindi non ci si può sorprendere se nessuno gli riconosca di fatto questo ruolo e se nessuno in realtà stava aspettando un suo intervento a fare chiarezza. Sarebbe bene invece che ripercorresse la storia di Forza Italia, e imparasse che per ben nove anni ne sono stato il coordinatore provinciale, eletto per acclamazione, organizzando un partito su tutti i 97 comuni, non parlando di presunte adesioni ma con risultati che nulla hanno a che vedere con quelli attuali.

Non spetta quindi certamente a Cannizzaro, stabilire ruoli politici in Forza Italia, anche perché personalmente continuerò sempre ad operare in linea con il Presidente Berlusconi, con il quale ho condiviso anche le vicende più delicate e “riservate” della città di Reggio Calabria e a svolgere il lavoro, quello vero, con chi l’ha sempre fatto sul campo.

Nel merito poi, aggiunge Foti, invece di sindacare sulla proposta di candidatura a Sindaco di Reggio Calabria del Consigliere Pino D’Ascoli, sulla base della quale abbiamo aperto un serio confronto politico, mi chiedo invece, perché Cannizzaro non sia intervenuto, in qualità di dirigente, in difesa di Forza Italia nel momento in cui la fuga in avanti del Sindaco di Cosenza, che ha dichiaratamente ammesso di volersi candidare alla Presidenza della Regione Calabria rinunciando al simbolo di Forza Italia e facendo di fatto, come ha giustamente evidenziato il Sen. Marco Siclari un grave torto a tutti gli elettori calabresi di Forza Italia, ha generato l’irritazione della Lega, nostro alleato, che ha su queste basi interrotto ogni tipo di confronto.

Non mi soffermo, conclude Foti, su altre dichiarazioni di chi sembra abbia ricevuto il semplice compito di far passare comunicati stampa scritti sempre dalla stessa mano come proprie osservazioni, ma mi preme invece ribadire, essendo stato citato in causa, come le storie personali di ognuno parlino da sole, anche se è bene comunque precisare, che a proposito di tracce, personalmente, quelle che ha lasciato lo stesso Cannizzaro non le ho mai volute lasciare.

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