Gazebo a Pellaro, l'affondo di Chizzoniti: se la legge non è uguale per tutti

2018-11-02 16:45:00 attualità

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Il Comune non finisce mai di stupire. Ormai il corollario incredibile delle performances amministrative non solo non si esaurisce, ma, quotidianamente, si arricchisce sempre di più con fatti e misfatti a dir poco incredibili, asetticamente metabolizzati a Palazzo San Giorgio e dintorni. E così a Pellaro, mentre i Vigili Urbani intervengono tempestivamente per contestare l’occupazione abusiva di suolo pubblico in pregiudizio di un operatore turistico (da me difeso), il cui processo è tutt’ora pendente innanzi il Tribunale Monocratico, si ripetono, ingiungendo al titolare di un bar operante a Pellaro, di smantellare il gazebo installato il giorno dopo la scadenza del periodo temporale per il quale era stata concessa l’autorizzazione (ovviamente a pagamento), insistono contestando, anche quest’anno, allo stesso spaesatissimo operatore (che si è rivolto al mio studio per essere tutelato) l’occupazione di suolo pubblico per via di due tavoli e quattro sedie insistenti nel marciapiede antistante l’ingresso del bar, giganteggia, sempre a Pellaro, un privilegiato, che gestisce sulla Via Longitudinale, oggi Via Giovanni Scudo, un avviatissimo bar, posto proprio a qualche metro di distanza dal Centro Civico, al cui interno operano (si fa per dire) i Vigili Urbani. Bene: incredibile ma vero, già l’anno scorso, mentre veniva intimato a tutti gli altri operatori di smantellare immediatamente le strutture installate, per scadenza del termine, il Signore di Via ex Longitudinale, ha usufruito di un trattamento di riguardo (anche nella concessione visto che gli è stato consentito di occupare interamente il marciapiede, per il cui attraversamento si doveva accedere dalle porte che delimitavano la struttura…), tant’è che ha smontato l’impalcatura dopo la perenzione del termine, per poi rimontarla immediatamente, incurante del già decorso termine di validità, per smantellarla definitivamente, abbondantemente dopo il mese di ottobre. Incrociando la comprensione di chi, invece, avrebbe dovuto comportarsi così come ha fatto con gli altri bar. Anche quest’anno, previa rituale concessione è stato installato un gazebo che occupa gran parte della traversa che collega il Corso di Pellaro con la Via ex Longitudinale, ma nonostante sia spirato infruttuosamente il limite temporale della concessione, il gazebo nessuno lo ha smontato e continua ad essere utilizzato quotidianamente, senza la benché minima conseguenza. Eppure, la postazione dei Vigili Urbani è ubicata presso il Centro Civico pellarese, praticamente di fronte al predetto bar, l’Assessore alla Polizia Urbana, Nino Zimbalatti, transita e osserva almeno due volte al giorno, senza intervenire, un attivissimo Consigliere di Maggioranza, pellarese DOC, non si accorge e resta perfettamente distratto, tutti assorbiti da una ben calcolata indifferenza operativa. Nella cui cornice si staglia il correttissimo comportamento di altri operatori che smantellano le strutture estive alla scadenza del termine previsto. Conseguentemente, sono molti i pellaresi a chiedersi il perché di questo inammissibile trattamento di favore e sono tantissimi quelli che ritengono che quello che si è verificato l’anno scorso e che si sta verificando quest’anno avviene perché il predetto barista pare garantisca un consistente approccio elettorale a Falcomatà ed al suo cerchio magico al vertice della politica reggina. Lo stesso che guida la città con pigra ed autocompiaciuta mediocrità, facendo progressivamente maturare nella coscienza della gente il lucido convincimento che la politica a Reggio sia fortemente espressa da una logica feudale da imporre o da riservare per pochi eletti! Dal Miramare in poi, gli esempi gelidamente reiterati sono in costante, progressivo e preoccupante aumento.

Aurelio Chizzoniti