Forza Italia, golpe strisciante dalla Calabria? «Mancano le prospettive»...

2019-05-30 14:28:00 politica

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di redazione - «Nessuno mette in discussione il peso politico e il seguito elettorale del presidente Berlusconi all’interno di Forza Italia, ma…». Inizia così il lancio dell’Ansa di ieri alle 20.18 con cui si compie quello che, secondo ambienti interni al mondo politico, può qualificarsi come un tentativo di “golpe strisciante” ai danni del presidente Berlusconi, da parte dei parlamentari calabresi Jole Santelli, Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro. Certo, a finire nel mirino non è direttamente l’ex Cavaliere, ma la senatrice Ronzulli, sua strettissima collaboratrice. E che l’aria all’interno di Forza Italia si sia fatta pesantissima dopo i risultati delle Europee, lo si percepisce dalla pronta risposta di Silvio Berlusconi in persona che, appena 15 minuti dopo, rilascia un flash all’Adn Kronos: «Inaccettabili gli attacchi ai miei collaboratori». Se non è scontro aperto questo, non si capisce cosa debba esserlo. E, sebbene i parlamentari forzisti calabresi si siano prodigati in dichiarazioni che hanno il sapore di un “excusatio non petita” nei confronti del leader di FI, dagli ambienti vicini al centrodestra non si fa fatica a ritenere che l’intervento di Santelli, Occhiuto e Cannizzaro si ponga in continuità con atteggiamenti che, già in passato, hanno tradito una certa insofferenza nei riguardi della vecchia guardia forzista. Basti pensare a quando si paventò addirittura il nominativo di Mara Carfagna quale nuovo leader del partito, in barba alle precise indicazioni che provenivano da Roma o quando s’incoronò Mario Occhiuto candidato governatore senza alcuna benedizione di B.

«Ma questo gruppo ha davvero i numeri per impensierire Berlusconi?», ragiona ad alta voce un autorevole esponente moderato. I numeri non sembrano essere dalla parte di Santelli&Co. Testimonianza ne siano le preferenze raccolte in Calabria nell’ultima tornata elettorale. Il pensiero si fa più articolato: «La corrente di Santelli e Occhiuto ha perso 7 consiglieri regionali in quattro anni e alle elezioni europee, nonostante la presenza del sindaco di Cosenza lanciatissimo, il vice capo gruppo alla Camera, Roberto Occhiuto e la stessa coordinatrice regionale, non si è andati oltre l’11,4% nel territorio di Cosenza». 

La verità è probabilmente nel “mezzo”. E cioè che il presidente Silvio Berlusconi, pur rappresentando ancora una attrattiva per molti elettori, da solo non basta più come un tempo, per una serie di fattori. Ciò dovrebbe comportare un funzionamento quasi perfetto della struttura periferica di Forza Italia che, in alcuni territori, non riesce a realizzarsi. Ecco allora che si assiste più che altro ad una guerra fra correnti, secondo i bene informati, con l’obiettivo di preparare la strada futura, quando Berlusconi non riuscirà più a tenere in mano le redini del partito. L’effetto collaterale, che si rischia seriamente, però, è l’implosione del partito stesso, come stanno dimostrando i risultati deludenti delle ultime europee e l’avvicinamento di Fratelli d’Italia che può contare su diversi “fuoriusciti” dal partito forzista.

Come finirà in Calabria? Non è facile prevederlo, anche se qualche esponente del centrodestra non ha dubbi: «O si fa la rivoluzione, partendo dalla riorganizzazione dei territori periferici del partito o vedremo Forza Italia morire, senza prospettive a livello locale, ed i moderati saranno costretti a trovare un’altra casa». 

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