Dissesto, come risponderà il Comune alle richieste della Corte dei Conti?

2017-10-13 09:44:00 politica

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C’è una parola che aleggia tra le stanze e i corridoi. Una parola che fa paura e che, invece, potrebbe voler dire, seppur in estremo, salvezza per Reggio e per tutti i suoi abitanti. Si torna a parlare di dissesto a palazzo San Giorgio. Considerate le penose condizioni in cui era ridotto il Comune, già a ridosso della sua elezione, più di un consigliere (tacciato d’essere un grillo parlante) lo aveva suggerito al sindaco, sin dall’inizio della consiliatura, Che sia stato per orgoglio o per voler dimostrare ai suoi concittadini che Reggio poteva uscire dalla polvere in cui era stata lasciata dopo lo scioglimento del Comune col centrodestra ed il commissariamento, Giuseppe Falcomatà non ha mai voluto prendere in seria considerazione questa ipotesi.

Adesso succede invece che altre frane ereditate dalle precedenti gestioni sono pronte ad abbattersi sulle malferme finanze del Comune. Potrebbe essere la Leonia, o l’ex Multiservizi, o Sati o i lavori dei mercati di Mortara o tutte insieme queste decisioni o ancora altre che potrebbero arrivare insieme alle sentenze che danno torto al Comune (e che non sono state previste nel bilancio) a provocare un grave e significativo default non calcolato.

 

Le richieste della sezione calabrese della Corte dei conti

In particolare la sezione regionale di controllo per la Calabria della Corte dei conti, nella propria attività di monitoraggio, si legge «non mancherà di vigilare sull’evoluzione degli obiettivi perseguiti dal piano del Comune, in conformità all’articolo 243 quater, comma 6 del Tuel, e sulle dinamiche degli equilibri contabili dell’Ente». Nel mirino della sezione della Corte dei conti, di preciso, c’è «la correttezza dell’operazione di “riaccertamento straordinario”, considerato che il giusto calcolo del cosiddetto extradeficit incide sui menzionati equilibri, vincolando il Comune  ad un piano trentennale, adesso di durata temporale sovrapponibile al ripiano del disavanzo originariamente incluso nel piano».

In soldoni, in base alla rivalutazione, potrebbero non esserci le sostanze per far fronte alla situazione.

Le garanzie offerte dal Comune potrebbero bastare? Gli interrogativi sono tanti. Si ragiona sul fatto che ammettere il dissesto, anche adesso, potrebbe portare a conseguenze meno gravi che ritrovarsi con l’acqua alla gola. Discorsi triti e ritriti che però, in questo momento e date le contingenze giuridiche (debiti fuori bilancio che spuntano come i funghi dopo la pioggia), tornano prepotentemente a galla.

 

Le attenuanti

Guidare un’amministrazione come quella di una città post commissariamento non è semplice. Guidare una città con una caterva di debiti in pole position (e di altri più che pesanti che continuano ad arrivare) non è facile. Lo stesso programma non è stato rispettato perché, probabilmente, c’erano realtà sconosciute all’interno del palazzo del governo.

 

L’incapacità

A discapito del sottile e massimo impegno di menti e di forza lavoro che sarebbero stati necessari (da subito), ci troviamo di fronte un team che, nel suo complesso, manca di coesione, conta soggetti non preparati alle funzioni da svolgere e che, in alcuni casi, rallentano un percorso che, al contrario, avrebbe dovuto subire un’accelerata proprio per cercare di uscire dalla melma che le gestioni amministrative e politiche precedenti avevano contribuito a creare.

 

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