Chizzoniti: «La Rai rettifichi il servizio su Michele Marcianò»

2019-01-31 10:27:00 attualità


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Riceviamo e pubblichiamo:

Michele Marcianò, già Vice-Presidente del Consiglio Comunale di Reggio Calabria e Consigliere Provinciale, in atto Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Calanna (RC), ha conferito incarico agli Avv.ti Aurelio e Steve Chizzoniti di procedere nei confronti dei vertici della RAI-TV, in ordine ad un servizio mandato in onda nella serata del 10/12/2018 dalla trasmissione “Report”. L’ex Consigliere Provinciale è insorto notificando un atto extragiudiziario di diffida ed invito ad adempiere, redatto dagli Avv.ti Chizzoniti, al Presidente e al Direttore Generale della RAI, unitamente al Direttore di RAI 3, al Direttore responsabile di “Report”, ed infine alla giornalista che ha curato il servizio Claudia Di Pasquale. L’atto è stato altresì partecipato, per opportuna conoscenza, anche all’On.le Matteo Salvini, Ministro dell’Interno, n.q. di Segretario della Lega, integrato da oltre cinquanta allegati che attestano l’esatto contrario rispetto a quanto sostenuto nella maligna ed ingannevole diffusione televisiva. La stessa, richiamando un episodio inattuale, risalente a ben quasi tredici anni or sono, ha rivitalizzato, incurante anche del diritto all’oblio, l’inesistente ipotesi di un connubio fra Michele Marcianò ed il Sig. Cosimo Alvaro, quando lo stesso, sorvegliato speciale di P.S., viveva in città frequentando la “Reggio bene”. Nessuno era a conoscenza dell’applicazione della misura preventiva, tant’è che lo stesso era alquanto ben voluto. L’assoluta estraneità di Michele Marcianò a qualsivoglia collusione è stata, addirittura, sostenuta anche dalla Procura della Repubblica reggina, che ha richiesto, al Direttore di un quotidiano nazionale, la correzione di un precedente articolo, dal contenuto identico a quanto riferito da RAI 3, attestando che “il Sig. Michele Marcianò non è iscritto nel registro degli indagati, perché non vi sono elementi a suo carico”. Gli Avv.ti Chizzoniti hanno sottolineato come il denunciante abbia da sempre esercitato una inconfutabile opzione legalitaria, abbondantemente documentata dai numerosi documenti prodotti, per cui si ritiene fortemente diffamato ed apertamente dileggiato, attesa anche l’assoluta carenza dei canoni della pertinenza, della continenza anche con riferimento alla previsione codicistica di cui all’art. 51 c.p. . L’atto conclude che, ove, entro quindici giorni dalla già avvenuta notifica dell’atto, non intervenisse adeguata rettifica a quanto astutamente diffuso in relazione ad una vicenda riesumata, ma risalente a quasi tredici anni or sono, gli Avv.ti Chizzoniti adiranno la Magistratura Penale perché proceda per il reato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti dei responsabili. Apparendo evidentissimo il perfido fine ultimo perseguito dal servizio “incriminato”, volto alla “punizione” del politico reggino, reo di essere recentemente approdato al partito dell’On.le Salvini.

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