Bivongi, Alternativa democratica denuncia: giunta in riunione segreta con Nino De Gaetano, consiglieri ed lsu

2018-12-20 22:08:00 politica

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DI Elena Gratteri - Alcuni consiglieri del gruppo di minoranza “Alternativa democratica” del Comune di Bivongi, rispondendo all’esigenza di tutelare  la democrazia a dispetto degli interessi di singoli, si sono sentiti in dovere di avvertire con una lettera informativa il Prefetto di Reggio Calabria, di quello che il 7 dicembre scorso è avvenuto all’interno del palazzo comunale.

Secondo quanto riportato nella missiva, la giunta comunale ed alcuni consiglieri di maggioranza, senza alcun rispetto della sede istituzionale comunale hanno ospitato Antonino De Gaetano, meglio noto come Nino,  in una riunione “dal sapore squisitamente elettoralistico”,durante la quale De Gaetano, assolutamente senza alcun titolo, ha ascoltato le lamentele dei lavoratori LSU – LPU, in forza all’ente comunale, ai quali il 31 dicembre 2018 scadrà il contratto.

L’indignazione degli autori della lettera è espressa in poche righe, che arrivano dritte al punto: denunciare chi abusa di una sede istituzionale per questioni che non ineriscono al benessere dei cittadini.

Sì, perché, seppur la problematica sia importante, le modalità di trattazione hanno fatto pensare a ben altri scopi.

Le colpe, secondo quanto emerge dalla missiva sono da dividere tra gli organizzatori della riunione e De Gaetano.

Gli uni non avrebbero dovuto permettere a De Gaetano, stante, anche le sue note vicende giudiziarie inconcluse, di arrogarsi il diritto di occuparsi di problematiche che dovevano essere trattate nella massima sede democratica ovvero davanti al Consiglio comunale, magari anche in seduta aperta “per dar voce ai lavoratori”.

L’altro, non avendo alcun titolo, non avrebbe dovuto rassicurare i lavoratori in merito alla loro stabilizzazione, ma avrebbe dovuto, senza dubbio, evitare un incontro “inopportuno e fuori luogo” presso la sede comunale di Bivongi.

Il comportamento di De Gaetano, che alla fine dell’incontro ha chiesto i numeri di telefono di ogni lavoratore presente, ha veramente indignato i membri di “Alternativa democratica”, che hanno deciso di rendere noto il fatto immediatamente al Prefetto Michele Di Bari, del quale si attendono le determinazioni in merito alla questione.

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