Appalti, il prefetto al direttore generale del Grande ospedale metropolitano: «Ci si doti di norme interne anti corruzione»

2017-11-28 09:28:00 attualità

20170407081743_9741.png

L’Aula Spinelli del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria “Bianchi-Melacrino-Morelli“ ha ospitato stamane un seminario formativo rivolto ai dirigenti ed al personale del Nosocomio reggino dal significativo titolo: “La giornata della trasparenza; la legalità in sanità”.

Ed è proprio sulla trasparenza e sulla legalità che ha rivolto l’attenzione nel suo intervento il Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari.

“Al fine di ampliare l’alveo delle intese istituzionali di contrasto alle organizzazioni criminali ed ai fenomeni corruttivi – ha dichiarato il Prefetto Michele di Bari - ho proposto anche alla Direzione Generale del “Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria” di munirsi di norme interne, in sinergia con la Prefettura, volte a conseguire analoghi obiettivi di trasparenza e legalità. Il Protocollo, sottoscritto il 6 ottobre scorso, ha il precipuo scopo di fornire sia, a monte, in fase di aggiudicazione, sia, a valle, in fase di esecuzione strumenti di monitoraggio e controllo nei confronti e dei tentativi di infiltrazione e dei fenomeni corruttivi”.

Il Prefetto ha poi sottolineato che il Presidio ospedaliero deve porsi non solo come punto di riferimento clinico ma anche come esempio di buone prassi sotto il profilo della vita amministrativa. L’efficiente tutela della salute non prescinde da una corretta gestione e trasparente gestione delle procedure di appalto di servizi e forniture.

L’impianto normativo del Protocollo di Legalità costituisce al riguardo un significativo strumento di prevenzione.

Estende, infatti, le cautele antimafia all’intera filiera degli esecutori e dei fornitori anche negli appalti pubblici sottosoglia e garantisce, attraverso un avanzato sistema informativo, il monitoraggio assiduo degli interventi.

Apposite clausole contrattuali obbligheranno le imprese affidatarie a fornire informazioni su tutti i contratti e subcontratti di filiera, impegnandole ad interrompere ogni rapporto con quelle interessate da interdittive antimafia e a seguire un codice etico di denuncia di ogni interferenza illecita e di tentativi di natura corruttiva.

“Siamo di fronte ad un ulteriore esempio di sinergia interistituzionale a favore della legalità, conclude il Prefetto, in un settore quale quello della sanità delicato e centrale nella vita delle collettività ma anche strategico atteso che quasi l’80% del bilancio della Regione Calabria è finalizzato a coprire proprio la spesa sanitaria”.